Assistenti digitali intelligenti

Nuove tecniche in grado di cogliere le relazioni semantiche fra le parole migliorano le capacità delle macchine nel comprendere il linguaggio naturale.

di Karen Hao

Perché è importante: Attualmente gli assistenti personali intelligenti sono in grado di portare a termine mansioni pratiche come prenotare un tavolo al ristorante o coordinare la consegna di un pacco piuttosto che ricevere semplici comandi vocali
I protagonisti: Google, Alibaba, Amazon
Disponibilità: 1-2 anni

Siamo abituati agli assistenti digitali supportati da intelligenza artificiale – Alexa controlla per noi la musica in salotto, Siri ci ricorda gli appuntamenti dal cellulare – anche s, finora, non hanno dato prova di grande intelligenza. Avrebbero dovuto rendere la nostra vita più facile, e invece non ci accorgiamo quasi della loro presenza; riconoscono solo qualche piccolo comando e si confondono facilmente.

Alcuni recenti progressi sono sul punto di espandere il repertorio dei nostri assistenti digitali. Nel giugno dell’anno scorso, alcuni ricercatori di OpenAI hanno sviluppato una tecnica che permette di addestrare una IA utilizzando testi non catalogati per evitare i costi e il tempo necessari per elaborare manualmente le categorie e i tag per tutti i dati. Pochi mesi dopo un team di Google ha presentato il sistema BERT dopo essere riuscito a insegnargli come prevedere le immagini mancanti all’interno di un periodo studiando un campionario di milioni di frasi. In un test a risposta multipla, il sistema ha raggiunto un risultato analogo a quello degli esseri umani nel riempire gli spazi vuoti.

Questi progressi, abbinati a una migliore sistema di sintesi vocale, ci stanno allontanando dai comandi semplici ed avvicinando a vere e proprie conversazioni con i nostri assistenti digitali che, presto, saranno in grado di gestire faccende di tutti i i giorni come prendere appuntamenti, trovare informazioni o effettuare acquisti online.

Alcune di queste funzioni sono già pronte. Google Duplex, l’aggiornamento stranamente umano a Google Assistant, è in grado di gestire le chiamate in arrivo per scartare quelle considerate spam o telemarketing; è persino in grado di effettuare telefonate per conto vostro e prenotare appuntamenti o tavoli.

In Cina, i consumatori si stanno abituando ad AliMe di Alibaba, che coordina al telefono le consegne dei pacchi e tratta sul prezzo dei prodotti via chat.

Laddove i programmi delle intelligenze artificiali sono migliorati nel comprendere ciò che vogliamo, ancora non sono in grado di comprendere le nostre parole. Le frasi vengono preconfigurate o generate per ordine statistico, riflettendo la complessità nell’instillare nelle macchine la capacità di comprendere realmente il linguaggio. Una volta superato questo ostacolo, assisteremo all’ennesima evoluzione. Chissà, da coordinatori logistici, i nostri assistenti digitali potrebbero diventare babysitter, insegnanti, o persino nostri amici.

Immagine: BRUCE PETERSON

(MO)

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